sabato 04 febbraio, 2012
La nostra pratica é profondamente radicata nell'Ashtanga Vinyasa Yoga.
Siamo i primi ed unici in Salento a praticare lo yoga come insegnato a Mysore da Sri Pattabhi Jois.
Cos’è l’ Ashtanga Vinyasa Yoga ?
L’ Ashtanga Vinyasa Yoga é uno yoga dinamico basato sul vinyasa, che significa letteralmente "sistema di movimento e respiro sincronizzati". Si caratterizza, nella pratica, dai collegamenti in successione delle posture generati dal respiro vittorioso. Il movimento parte dal respiro e dura tanto quanto il repiro.

Lo stile dell’ Ashtanga Vinyasa Yoga

ASHTANGA VINYASA YOGA

Questa collana di posture e i saluti al sole sono elaborati in maniera rigorosa così come sono prescritti dal metodo Vinyasa. Il saggio Vamana ci dice “vina vinyasa yogena asanadin na karayet” (O yogi, non praticare senza i vinyasa). In questa forma di yoga, è il respiro che inizia il movimento ed è l’alchimia del respiro, del movimento e delle posture che forma la specificità dell’ ashtanga. Ad ogni movimento corrisponde un inspiuro o un espiro.

L’ Ashtanga Yoga é nato sotto l’impulso di Sri K. Pattabhi Jois, che lo insegna ancora oggi à Mysore (Karnataka ), nell’India del Sud.

I seguenti sono aspetti su cui Sri Pattabhi Jois enfatizza come i punti cardine, i componenti essenziali dell’Ashtanga Yoga.

Vinyasa: significa respirare e sistema di movimento. Per ogni movimento, c’è un respiro. Per esempio in Surya Namaskar A ci sono 9 vinyasa.

Il primo vinyasa è inspirare mentre si alzano le braccia oltre la testa, con le mani giunte; il secondo è espirare mentre ci si piega in avanti, ponendo le mani vicino ai piedi, etc. In questo modo a tutti gli asana (posture) vengono assegnati un certo numero di vinyasa.

Lo scopo del vinyasa è la pulizia interna. Respirando e muovendosi congiuntamente mentre si svolge un asana rende il sangue caldo, o come dice Pattahbi fa bollire il sangue. Il sangue spesso è sporco e causa malattia nel corpo.

Il calore sviluppato con lo yoga pulisce il sangue e lo rende sottile, così da poter circolare liberamente. La combinazione delle asana con movimento e respiro fa circolare liberamente il sangue intorno alle articolazioni, portando via i dolori dal corpo.

Quando c’è carenza di circolazione, succede che si ha dolore.

Il sangue riscaldato si muove anche attraverso tutti gli organi interni rimovendo impurità e malattie, che sono rimossi dal corpo attraverso il sudore che si sviluppa durante la pratica.

Il sudore è un importante prodotto del vinyasa, perché è solamente attraverso il sudore che la malattia lascia il corpo e avviene la purificazione. Allo stesso modo in cui l’oro viene sciolto in un vasetto per rimuoverne le impurità, attraverso la sporcizia che sale in superficie, che poi viene rimossa, lo yoga fa bollire il sangue e porta fuori le tossine in superficie, che sono rimosse col sudore. Se il metodo vinyasa viene seguito, il corpo diventa sano e forte e puro come l’oro. Dopo aver purificato il corpo è possibile purificare il sistema nervoso e poi gli organi di senso. Questi primi passi sono molto difficili e necessitano di molti anni di pratica.

Gli organi sensoriali guardano sempre al di fuori ed il corpo si abbandona sempre alla pigrizia. Tuttavia attraverso la determinazione e la pratica diligente, questi possono essere controllati. Una volta che ciò si realizza, che si è riusciti in questo, il controllo della mente viene da sé, automaticamente. Il Vinyasa crea il fondamento affinché ciò accada.

Tristhana: significa I 3 posti di attenzione o azione: postura, il sistema di respiro e il posto dove guardare.

Questi 3 sono molto importanti nella pratica dello yoga e coprono tre livelli di purificazione: il corpo, il sistema nervoso e la mente.

Sono sempre attuati in congiunzione uno con l’altro.

Asana: le posture, rafforzano e donando flessibilità al corpo.

Respiare è rechaka e puraka, che significa inspiro ed espiro.

Entrambe l’inspiro e l’espiro dovrebbero essere continui (regolari), la durata e l’intensità dell’uno pari a quella dell’altro. Respirare in questo modo purifica il sistema nervoso.

Drishti è il posto dove guardi durante l’asana.

Sono 9 i drishti: naso, tra le sopracciglia, ombelico, pollice, mani, piedi, su, lato destro e lato sinistro. Drishti purifica e stabilizza il funzionamento della mente.

Per purificare il corpo internamente sono necessari l’aria e il fuoco.

Il posto del fuoco nel nostro corpo è quattro pollici al di sotto dell’ombelico.

Questo è il punto in cui risiede la nostra forza vitale.

Affinché il fuoco bruci, è necessaria l’aria, da cui la necessità del respiro.

Se esponete un fuoco ad un phon, ad un ventilatore, è richiesta uniformità affinché la fiamma non scompaia o soffi fuori dal nostro controllo.

Lo stesso metodo vale per il respiro. Un respiro lungo ed uniforme rafforzerà il vostro fuoco interno, incrementando il calore nel corpo che a sua volta scalda il sangue per la purificazione interna, bruciando via le impurità anche nel sistema nervoso. Un respiro lungo ed uniforme incrementa il fuoco interno e rafforza il sistema nervoso in un modo controllato e ad una ritmo uniforme. Quando questo fuoco è stato rafforzato, la nostra digestione, salute e durata della vita tutte sono incrementate. Un inspiro ed espiro impari, non uniforme,o respirare troppo velocemente, renderanno sbilanciato il battito del cuore disarcionando sia il corpo fisico che il sistema nervoso autonomo.

Un importante componente del sistema del respiro è il mula e l’ uddiyana bandha. Queste sono le serrature, le chiusure del pavimento pelvico e della parte bassa dell’addome che serrano dentro l’energia, danno leggerezza, forza e salute al corpo, e aiutano a costruire un forte fuoco interno. Senza i bandha, il respiro non sarebbe corretto e gli asana non darebbero benefici. Quando il mula banda è perfetto, il controllo della mente è automatico.

I 6 veleni: Un aspetto vitale della pulizia interna che insegna Pattabhi Jois è correlato ai 6 veleni che circondano il cuore spirituale. Nello yoga shastra si dice che Dio si sofferma sul nostro cuore sotto forma di luce, ma questa luce è coperta da 6 veleni: kama, krodha, moha, lobha, matsarya, and mada. Desiderio, rabbia, illusione, avidità (ingordigia, greed), invidia e accidia (pigrizia). Quando la pratica dello yoga è sostenuta e ininterrotta con grande diligenza e dedizione per un lungo periodo di tempo, il calore da esso generato brucia via questi veleni, e la luce della nostra natura interiore brilla dinanzi a noi.

Questa è la base pratica e filosofica dell’Ashtanga Yoga così come viene insegnata da Sri K. Pattabhi Jois.

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