venerdì 10 settembre, 2010
A chi è essenzialmente indirizzato lo Yoga? A coloro che, per esperienza diretta, per intuizione superconscia, per fede nel principio di trascendenza, per maturità coscienziale, per sete di ricerca della verità, ecc., possono sentire la "chiamata" alla comprensione di sé. Lo Yoga è la scienza del conoscersi per Essere. Lo Yoga porta l'ente a ritrovarsi unità, mentre l'individuo in genere è molteplicità, dicotomia, conflittualità.
Lo Yoga, come qualunque Dottrina tradizionale, non cerca di convincere nessuno, non impone ad alcuno le proprie convinzioni Filosofiche e la propria prassi; vive e si esprime nella dignità di ciò che è.
[da Patañjali, La via regale della realizzazione (Yogadarshana), traduzione dal sanscrito e commento di Raphael, Roma, Asram Vidya, 1992, pp. 9-26]

Il sentiero dello yoga

Lo Yoga è una scienza, in quanto é di ordine sperimentale, quindi è eminentemente pratico; in quanto filosofia è teoria, per cui esso consiste di teoria e prassi.

La parola Yoga deriva dalla radice sanscrita “yuj” (legame, unione). Unione di corpo e mente, “l’unione dell’Atman o anima individuale con il Paramatma, l’anima universale “.

E’ un sistema integrale di cui le Asana (le posture) sono solo una parte. Si ritiene che originariamente esistessero 8.400.000 asana ma oggi ne sono praticate solo 700. Karma Yoga, Bhakti Yoga, Jnana Yoga and Raja Yoga sono considerati i quattro Yoga principali, ma ce ne sono molti altri tipi.

La prima fonte scritta che riferisca allo Yoga si trova nei Rig Veda che iniziarono ad essere codificati tra il 1500 e il 1200 d.C.Tra gli importanti testi induisti che gettarono le basi della disciplina Yoga ricordiamo le Upanishad, gli Yoga Sutra di Patanjali, la Bagavatgita e l’Hata Yoga Pradipika.

Chi pratica lo Yoga viene definito uno Yogi o Yogin per gli uomini e Yogini per le donne.

ASHTANGA YOGA

Il saggio Patanjali, identificò otto (ashto) stadi (anga) attraverso cui lo yogi può gradualmente raggiungere il Samadhi.

1. Yama:astinenze (Ahimsa, Satya, Asteya, Brahmacarya, Aparigraha)

2. Niyama:osservanze (Sauca, Santosa, Tapas, Svadhyaya, Ishvara, Pradhana)

3. Asana: posizioni fisiche

4. Pranayama: controllo del Prana, del soffio vitale, respirazione

5. Pratyahara: ritrazione dai sensi, dai loro oggetti

6. Dharana: concentrazione

7. Dhyana: meditazione

8. Samadhi: unione del meditante con l’oggetto della meditazione.

JOIN OUR NEWSLETTER